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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
5363 24/09/2026 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni

Titolo: Migliorie e varianti in un appalto integrato: rileva la provenienza della scelta progettuale

Sottotitolo: Una soluzione progettuale offerta da un operatore economico non costituisce variante per il solo fatto di non essere compiutamente rappresentata negli elaborati di gara

Commento:

Nell'appalto integrato, la qualificazione di una soluzione proposta dal concorrente come miglioria o come variante non dipende dal grado di difformità rispetto agli elaborati posti a base di gara, bensì dalla provenienza della scelta progettuale fondamentale: se questa è già riconducibile alla stazione appaltante, anche attraverso strumenti di programmazione urbanistica precedentemente adottati, l'operatore può legittimamente svilupparne gli aspetti tecnici in sede di offerta. Lo ribadisce il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza n. 6546 del 20 agosto 2026. La controversia riguardava un appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e la realizzazione di un'infrastruttura stradale. L'aggiudicataria aveva previsto nella propria offerta anche una pista ciclabile e una rotatoria, interventi non compiutamente definiti nel progetto posto a base di gara ma già presenti negli strumenti urbanistici approvati dall'amministrazione comunale; il ricorrente ne contestava l'ammissibilità, qualificandoli come varianti non consentite. Il Collegio richiama l'orientamento consolidato secondo cui la miglioria riguarda gli aspetti tecnici che il progetto a base di gara lascia suscettibili di sviluppo, rendendo l'opera più funzionale alle esigenze della stazione appaltante, mentre la variante incide sulle caratteristiche essenziali del progetto, modificandone l'impostazione strutturale, funzionale o tipologica (Sez. V, nn. 7602/2021, 4537/2024 e 780/2026). Ai fini del giudizio, occorre verificare se la scelta fondamentale sull'opera provenga dall'amministrazione o sia stata autonomamente introdotta dal concorrente. Poiché la localizzazione degli interventi discendeva da una scelta urbanistica già effettuata dal Comune e non da un'iniziativa autonoma dell'impresa, le opere contestate sono state qualificate come migliorie ammissibili. Il Consiglio di Stato precisa che, nell'appalto integrato, la progettazione esecutiva è per sua natura destinata a sviluppare tecnicamente le scelte già operate dalla stazione appaltante: non è quindi necessario che ogni elemento risulti definito, prima della gara, con il medesimo dettaglio richiesto in sede esecutiva. Anche l'acquisizione definitiva delle aree e delle autorizzazioni può completarsi successivamente alla gara, quando dipenda dalla soluzione tecnica sviluppata dall'aggiudicatario.

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