| Notizia | Data pubblicazione | Regioni | Tipologia | Settori |
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| 5164 | 12/12/2025 | Tutte | Pareri | Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali |
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Titolo: Varianti in corso di opera: non è possibile usare le perizie di variante per colmare lacune progettuali o aggiungere opere non previste Sottotitolo: ANAC censura la frammentazione delle modifiche progettuali e richiama al rispetto dei limiti normativi Le varianti devono rimanere strumenti eccezionali e rispettare rigorosamente i presupposti normativi, evitando che diventino modalità ordinaria per sopperire a carenze progettuali iniziali. Lo ha ribadito l'ANAC con la Delibera n. 407 del 15 ottobre 2025, esaminando le problematiche emerse durante l'esecuzione di un appalto per la costruzione di un complesso ospedaliero. Nel caso specifico, le numerose modifiche introdotte rispetto al progetto originario hanno causato incrementi significativi di costi e tempi, con giustificazioni spesso basate su presunte nuove disposizioni normative prive di reale fondamento giuridico e non riconducibili alle fattispecie legittime previste dalla legge (art. 132 D.Lgs. 163/2006, oggi artt. 120 ss. D.Lgs. 36/2023). La Delibera evidenzia come la frammentazione delle varianti in parti non autonome né funzionali abbia di fatto trasformato l'esecuzione in una progettazione continua, modificando sostanzialmente gli elementi essenziali del contratto. Questa prassi ha alterato l'equilibrio economico originario, compromettendo la sostenibilità dell'appalto. Particolarmente grave risulta l'affidamento diretto di lavori complementari in assenza dei requisiti di imprevedibilità richiesti dalla normativa sui contratti pubblici. L'andamento anomalo dei lavori, frutto di gestione inefficace e pianificazione inadeguata, ha prodotto effetti negativi sia sulla tempistica sia sull'economicità complessiva dell'intervento. |
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