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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
5063 23/07/2025 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: Il principio di equivalenza negli appalti pubblici

Sottotitolo: Il Consiglio di Stato traccia il confine con la nozione di aliud pro alio

Commento:

Nell'ambito giuridico, e in particolare nel contesto degli appalti pubblici, la nozione di "aliud pro alio" (letteralmente "una cosa per un'altra") si riferisce alla consegna o all'offerta di un bene o servizio radicalmente diverso da quello pattuito o richiesto. Ora, il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 5706 del 2 luglio 2025, ha ribadito i principi che regolano l'applicazione del principio di equivalenza negli appalti pubblici e il suo rapporto con la nozione di aliud pro alio. La pronuncia conferma l'orientamento giurisprudenziale volto a bilanciare la conformità alle specifiche tecniche con la promozione della concorrenza. Il principio di equivalenza consente alla stazione appaltante di non escludere un'offerta che, sebbene non perfettamente allineata alle specifiche della lex specialis, propone un prodotto o servizio equivalente. Questo principio risponde a diverse finalità: - ai principi costituzionali di imparzialità e buon andamento; - alla libertà di iniziativa economica; - al principio euro-unitario di concorrenza, che promuove il favor participationis alle gare pubbliche. L'obiettivo è evitare una irragionevole limitazione del confronto competitivo, permettendo l'ammissibilità di offerte che, pur formalmente diverse, presentano un oggetto sostanzialmente corrispondente a quello richiesto. Il limite a tale principio è rappresentato dalla configurazione dell'aliud pro alio, ovvero l'offerta di un bene radicalmente diverso da quanto descritto nella lex specialis. L'aliud pro alio si verifica quando: - si introduce un bene che rende sostanzialmente indeterminato l'oggetto dell'appalto; - si modificano surrettiziamente i contenuti della gara, a danno sia della stazione appaltante che degli altri concorrenti; - sono introdotte modifiche che, sul piano dei connotati dell'opera programmata e del progetto a base di gara, sono estranee a quanto richiesto. La giurisprudenza valuta l'aliud pro alio sulla base di tre profili principali: - tipologico: attinente alla tipologia del bene o servizio offerto; - strutturale: relativo alle caratteristiche costruttive o compositive; - funzionale: concernente l'uso o lo scopo a cui il bene o servizio è destinato. In sintesi, il concorrente che intende presentare un prodotto o servizio equivalente a quello richiesto incontra come unico limite la difformità del bene che configuri un aliud pro alio non rimediabile.

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