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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3594 29/10/2019 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: Rating di legalità: non può danneggiare piccole imprese e giovani professionisti

Sottotitolo: Illegittimo il bando che non prevede misure di compensazione per concorrenti impossibilitati ad ottenere il rating di legalità

Commento:

È illegittima la legge di gara che riconosce l'attribuzione di un punteggio al rating di legalità certificato dall'A.G.C.M. senza prevedere alcuna misura di compensazione in favore dei concorrenti impossibilitati ad ottenerlo. Lo ha affermato il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza 10 ottobre 2019, n. 6907 secondo cui il criterio premiale del rating di legalità non può danneggiare microimprese, giovani professionisti, operatori esteri o di nuova costituzione. Come noto, ai sensi dell’art. 5-ter del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, il rating di legalità può essere richiesto solamente dalle imprese operanti in Italia, iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e con un fatturato minimo pari ad almeno due milioni di euro. Di qui la previsione dell’art. 95, comma 13, di contemplare al contempo criteri per agevolare la partecipazione alle procedure di affidamento per le microimprese, piccole e medie imprese, nonché per i giovani professionisti e le imprese di nuova costituzione. In tale contesto legislativo sono intervenute le Linee guida n. 2 dell’A.N.A.C., che hanno evidenziato come «a meno che la stazione appaltante non sappia già, nella predisposizione del bando di gara o della lettera di invito, che alla procedura potranno partecipare solo imprese potenzialmente idonee ad avere il rating, è opportuno che, per il suo utilizzo, vangano introdotte compensazioni per evitare di penalizzare imprese estere e/o di nuova costituzione e/o carenti del previsto fatturato, consentendo a tali imprese di comprovare altrimenti la sussistenza delle condizioni o l’impiego delle misure previste per l’attribuzione del rating». Nella fattispecie esaminata dal Consiglio di Stato, caratterizzata da una lex specialis che ammette la partecipazione di imprese con un fatturato non inferiore ad un milione di euro, nessuna misura compensativa è stata prevista. Il Collegio ha ritenuto illegittima la previsione, trattandosi di una lettera invito (facente semplicemente rinvio al rating di legalità, senza alcuna indicazione che tenga conto delle imprese di nuova costituzione, come pure delle imprese estere) non conforme al disposto dell’art. 95, comma 13, del d.lgs. n. 50 del 2016.

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