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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3384 10/01/2019 Tutte Pareri Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi

Titolo: Attestazione SOA e certificazione ambientale

Sottotitolo: Legittimo il bando di gara che, oltre l’attestazione SOA, richiede la certificazione ISO 14001

Commento:

La stazione appaltante può chiedere ai partecipanti ad una gara il possesso di una certificazione ambientale, in aggiunta all' attestato Soa. Lo chiarisce l’ANAC con il parere di precontenzioso (n. 1129 del 5 dicembre 2018). In una procedura aperta per lavori finalizzati all’efficientamento/miglioramento energetico e alla messa in sicurezza di una scuola dell’Infanzia e Primaria, il bando di gara richiedeva, tra i requisiti di partecipazione, oltre all’attestazione SOA, il «possesso di registrazione EMAS (regolamento n. 1221/2009) oppure di certificazione secondo la norma ISO 14001, o secondo norme di gestione ambientale basate sulle pertinenti norme europee o internazionali». Per un operatore economico tali prescrizioni sono in contrasto con la disciplina di cui all’art. 84 del d.lgs. 50/2016, che riconosce all’attestazione di qualificazione SOA la capacità di comprovare l’idoneità delle imprese a realizzare lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro. L’ANAC sottolinea che l’art. 71 del codice dei contratti pubblici prevede che i bandi di gara contengono i criteri ambientali minimi di cui all'articolo 34 del codice stesso, il quale a sua volta stabilisce, al comma 1, che l’obbligo di inserimento nella documentazione di gara riguarda almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM. Per quanto concerne i criteri di selezione dei concorrenti, nello specifico, l’allegato 2 del D.M. 11 gennaio 2017 (ora sostituito dal DM 11 ottobre 2017 che nulla innova nella parte di interesse) prevede, al paragrafo 2.1, che l’appaltatore dimostri la propria capacità di applicare misure di gestione ambientale durante l’esecuzione del contratto e, quale modalità di verifica, che l’offerente sia in possesso di una registrazione EMAS o certificazione ISO 14001 o sistemi equivalenti. Tali criteri non sono obbligatori ma, al pari dei criteri premianti suggeriti per la valutazione delle offerte, rappresentano una chiara indicazione (rimessa alla valutazione discrezionale della stazione appaltante) al fine del conseguimento degli obiettivi ambientali del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP), dal quale i CAM prendono le mosse. Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha confermato tale impostazione nei chiarimenti pubblicati il 2 febbraio 2018 ai nuovi CAM per l’edilizia adottati con DM 11 ottobre 2017 (poi confermati dagli ulteriori chiarimenti pubblicati il 15 novembre 2018). In essi è infatti specificato che i criteri per la selezione dei candidati, a differenza delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali che vanno riportate integralmente nella documentazione di gara, non sono obbligatori «anche se, soprattutto in caso di gare per lavori, sono fortemente consigliati per i risvolti positivi che può avere la gestione ambientale dell’impresa o la corretta gestione del personale». In questo senso, quindi, la certificazione EMAS non si pone in contrasto con il sistema unico di qualificazione ma lo integra.

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