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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3319 05/10/2018 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: Requisiti di moralità professionale

Sottotitolo: Solo il giudice dell’esecuzione può dichiarare l’estinzione del reato che consente di non dichiarare il relativo provvedimento di condanna

Commento:

L’estinzione del reato, che consente di non dichiarare l’emanazione del relativo provvedimento di condanna, non è affatto automatica per il mero decorso del tempo, ma deve essere riscontrata in una decisione espressa del giudice dell’esecuzione penale (art. 676 c.p.p.), sola figura a cui l’ordinamento attribuisce la potestà di verificare la sussistenza dei presupposti e delle condizioni per la relativa declaratoria. Lo ha affermato il Tar Puglia (Bari, sez. II, 7 agosto 2018, n. 1189) esprimendosi sull’applicazione dell’art. 38 del previgente Codice (ma norme sostanzialmente analoghe sono ora previste dal D.Lgs. 50/2016). L’art. 38, comma 1, lett. c), del previgente Codice degli appalti (decreto legislativo n. 163/2006) esclude dalla partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica di affidamento di appalti gli operatori economici, per i quali, con riferimento a taluni soggetti qualificati (ad es.: amministratore con rappresentanza, nel caso delle società di capitali), sia stata pronunciata una sentenza di condanna passata in giudicato o sia stato emesso un decreto penale di condanna divenuto irrevocabile oppure una sentenza di applicazione della pena su richiesta, per gravi reati in danno dello Stato o della U.E., che incidono sulla “moralità professionale”. Analoga previsione è ora contenuta nel combinato disposto normativo di cui all'art. 80, commi 1 e 3 del nuovo Codice (D.lgs. 50/2016). Solo il giudice dell’esecuzione può verificare la realizzazione di tutti i presupposti e le condizioni, di varia portata, a seconda del contenuto della condanna intervenuta, che determinano la estinzione del reato. Fino a quando non intervenga il provvedimento giurisdizionale del giudice dell’esecuzione penale, che va di norma richiesto con istanza di parte, non può perciò legittimamente parlarsi di reato estinto e il concorrente non è esonerato dalla dichiarazione, da rendersi in sede di gara pubblica, circa la sussistenza dell’intervenuta condanna.

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