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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3250 02/07/2018 Tutte Lavori ed Opere, Progettazioni

Titolo: In Gazzetta il decreto sul dibattito pubblico

Sottotitolo: In vigore dal 24 agosto 2018 il decreto che disciplina il dibattito pubblico sui progetti a grande impatto ambientale

Commento:

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 25 giugno 2018 ed entrerà in vigore il 24 agosto 2018 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 maggio 2018, n. 76. Il provvedimento disciplina il nuovo istituto del dibattito pubblico, introdotto dal Codice dei contratti sull’esempio della normativa francese sulle grandi opere. Il nuovo regolamento, infatti, dando attuazione all’art. 22, co. 2 del D.Lgs. n. 50/2016, introduce una procedura obbligatoria e regolata di informazione e mediazione dei conflitti sulle grandi opere. Il dibattito dovrà essere organizzato nella fase iniziale della progettazione (su progetto di fattibilità o anche su "documento di fattibilità delle alternative progettuali") con l'obiettivo di informare i cittadini e gli enti coinvolti prima che le scelte siano definitive, al fine di migliorare o anche scartare la proposta progettuale, nonché consentire una partecipazione informata e organizzata. Il decreto individua innanzi tutto le grandi opere interessate: - Autostrade e strade extraurbane principali. Strade extraurbane a quattro o più corsie o adeguamento di strade extraurbane esistenti a due corsie per renderle a quattro o più corsie. - Tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza. - Aeroporti. - Porti marittimi commerciali, nonché vie navigabili e porti per la navigazione interna accessibili a navi di stazza superiore a 1.350 tonnellate. Terminali marittimi, da intendersi quali moli, pontili, boe galleggianti, isole a mare per il carico e lo scarico dei prodotti collegati con la terraferma e l’esterno dei porti, che possono accogliere navi di stazza superiore a 1.350 tonnellate, comprese le attrezzature e le opere funzionalmente connesse. - Interventi per la difesa del mare e delle coste. - Piattaforme di lavaggio delle acque di zavorra delle navi. - Interporti finalizzati al trasporto merci e in favore dell’intermodalità di cui alla legge 4 agosto 1990, n. 240 e successive modifiche, comunque comprendenti uno scalo ferroviario idoneo a formare o ricevere treni completi e in collegamento con porti, aeroporti e viabilità di grande comunicazione. - Elettrodotti aerei. - Impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo durevole. - Opere che prevedano o possano prevedere trasferimento d’acqua tra regioni diverse e ciò travalichi i comprensori di riferimento dei bacini idrografici istituiti a norma della legge 18 maggio 1989, n. 183. - Infrastrutture ad uso sociale, culturale, sportivo, scientifico o turistico. - Impianti insediamenti industriali e infrastrutture energetiche. L’amministrazione che intende realizzare l’opera, nelle fasi iniziali di elaborazione del progetto, in relazione ai contenuti del progetto di fattibilità (il vecchio progetto preliminare) è tenuta a pubblicare un dossier , “scritto in linguaggio chiaro e comprensibile”, in cui è motivata l'opportunità dell'intervento e sono descritte le soluzioni progettuali proposte. Da tale momento si avvia il dibattito pubblico, organizzato e gestito in relazione alle caratteristiche dell'intervento e alle peculiarità del contesto sociale e territoriale di riferimento, che consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati, e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni. Questa fase dura al massimo 4 mesi. Nei trenta giorni successivi il coordinatore del dibattito pubblico presenta all'amministrazione una relazione conclusiva sull'andamento dell'intera procedura. L'amministrazione, entro due mesi successivi presenta il proprio dossier conclusivo, di cui si dovrà tener conto nelle successive fasi e procedure.

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