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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3228 31/05/2018 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: Gravi illeciti professionali

Sottotitolo: L’esclusione è possibile anche per risoluzioni e penali contrattuali ancora sotto giudizio

Commento:

La stazione appaltante può escludere un concorrente per gravi illeciti professionali anche se la risoluzione per inadempimento è stata contestata e si trovi ancora sub iudice. Lo ha chiarito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana con la sentenza n. 252 del 30 aprile 2018 che, riprendendo un concetto affermato recentemente dal Consiglio di Stato (sentenza 2 marzo 2018, n. 1299. I giudici siciliani hanno affermato che, anche in presenza di una risoluzione per inadempimento che si trovi sub iudice, alla Stazione appaltante non è precluso applicare ugualmente la causa di esclusione ex art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. 18 aprile 2018, n. 50, valorizzando la clausola normativa di chiusura sulla possibilità di dimostrare comunque “con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”; è però necessario che la stazione appaltante dimostri con elementi probatori e motivi adeguatamente, l’effettività, gravità e inescusabilità degli inadempimenti dell’impresa. Come noto, la lett. c) del comma 5 dell’art. 80, d.lgs. 18 aprile 2018, n. 50 stabilisce: “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni … qualora: … c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all'esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni…”. La norma in questione consente dunque l’esclusione anche in tutti i casi in cui “la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità.” Ne consegue che a un’impresa non basta aver contestato in giudizio la risoluzione contrattuale subìta per porsi completamente al riparo, per tutta la durata – per giunta, prevedibilmente cospicua - del processo, dal rischio di esclusioni da gare d’appalto indotte dalla relativa vicenda risolutoria.

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