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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3208 03/05/2018 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi

Titolo: Gare entro i 40 mila euro

Sottotitolo: La stazione appaltante che ricorra all’ “affidamento diretto” non è esonerata dal rispetto dei principi generali di pubblicità e trasparenza

Commento:

Nel caso di procedure di affidamento diretto sotto la soglia dei 40 mila euro non sono richieste particolari formalità ma deve comunque assicurare il rispetto dei principi generali di pubblicità e trasparenza per cui tutte le fasi salienti devono essere effettuate in seduta pubblica. La sezione I del TAR Piemonte con sentenza n. 353/2018 ha chiarito la logica della semplificazione delle procedure di cui all’art. 36 comma 2 lettera a) del D.Lgs. n. 50/2016, precisando che gli affidamenti diretti, pur se anticipati dalla consultazione tra più operatori, sono contraddistinti da informalità e dalla possibilità per la stazione appaltante di negoziare le condizioni contrattuali avviando con gli operatori trattative parallele. Le operazioni svolte per individuare l' operatore economico, pertanto, possono essere realizzate con modalità molto semplici e non c' è obbligo di utilizzare il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, a fronte della deroga esplicita introdotta dal D.Lgs. 56/2017: per gli affidamenti di valore inferiore ai 40 mila euro le stazioni appaltanti possono utilizzare il prezzo più basso. La sentenza ha però chiarito che quando l' amministrazione si vincola all' effettuazione di una procedura selettiva per un affidamento della fascia di soglia entro i 40.000 euro deve poi rispettare la lex specialis che ha definito e che ha reso nota agli operatori mediante a lettera di invito. Nel caso di specie, Il Dirigente di un Istituto scolastico ha indetto una gara per la concessione, per gli anni 2018 e 2019, del servizio di “colazioni” (che consente al fornitore di vendere all’interno dell’istituto panini, pizza e focacce durante gli intervalli dell’orario scolastico). Ha quindi pubblicato un avviso di manifestazione di interesse, nel quale ha esplicitato che il canone concessorio era fissato in 5.000,00 euro annue; poi, individuati gli operatori potenzialmente interessati, ha spedito la lettera di invito, nella quale ha specificato che la gara era indetta ai sensi dell’art. 36 comma 2 lett. a), con criterio di aggiudicazione secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa, con attribuzione di massimo 50 punti su 100 per la valutazione della offerta economica. Un operatore economico ha presentato la propria offerta, ma non è stato convocato per la apertura delle buste e solo su sollecitazione del proprio difensore ha ricevuto comunicazione della ormai avvenuta aggiudicazione della concessione a favore del controinteressato. Il Tar ha chiarito che il fatto che una stazione appaltante ricorra all’“affidamento diretto” non significa che essa sia esonerata dal rispetto dei principi generali di pubblicità e trasparenza, stante il chiarissimo disposto contenuto nell’art. 36 comma 1 del D. L.vo 50/2016, il quale stabilisce che “L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 avvengono nel rispetto dei principi di cui agli articoli 30 comma 1, 34 e 42, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese…”. I principi di pubblicità e trasparenza che governano la disciplina comunitaria e nazionale, richiamati dall’art 30 d.lgs. 50/2016, implicano che le fasi salienti debbano essere effettuate in seduta pubblica, qualsiasi sia la tipologia di procedura: la pubblicità investe tutte quelle operazioni della commissione di gara (tra cui l’apertura della documentazione e delle offerte), attraverso cui si effettuano le operazioni di “accoppiamento” tra partecipanti e offerte e controllo del contenuto della documentazione richiesta”. La sentenza ha poi chiarito che quando l'amministrazione si vincola all' effettuazione di una procedura selettiva per un affidamento della fascia di soglia entro i 40.000 euro deve rispettare la lex specialis che ha definito e che ha reso nota agli operatori mediante a lettera di invito. Nel caso esaminato, la disciplina di gara prevedeva esplicitamente il riferimento all' articolo 95 del codice dei contratti pubblici per la valutazione delle offerte, determinando quindi l' assoggettamento della ripartizione dei pesi tra parte tecnica e parte economica alle misure definite dal comma 10-bis della disposizione (rispettivamente settanta e trenta) e comportando conseguentemente l' illegittimità della scelta effettuata dall' amministrazione (cinquanta e cinquanta). La sentenza del Tar Piemonte evidenzia quindi la rilevanza dell'autovincolo, che obbliga la stazione appaltante che definisce regole specifiche per gli affidamenti di valore entro i 40.000 euro ad attenersi alle stesse, senza possibilità di fruire delle semplificazioni che invece il quadro normativo del codice prefigura per gli affidamenti diretti in tale fascia di valore.

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