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Notizia Data pubblicazione Regioni Tipologia Settori
3151 08/02/2018 Tutte Sentenze Lavori ed Opere, Progettazioni, Beni e Servizi, Settori Speciali

Titolo: Revoca dell'aggiudicazione per mancata copertura finanziaria

Sottotitolo: Se manca la copertura finanziaria, legittimo revocare l’affidamento ma va riconosciuto un indennizzo

Commento:

La carenza, originaria o sopravvenuta, della copertura finanziaria rappresenta una valida ragione per disporre la revoca dell’affidamento di un appalto pubblico, anche all’indomani della stipula del contratto. Questo orientamento costante è stato richiamato dal Il Tar Napoli che, con la sentenza n. 139 del 9 gennaio 2018, è intervenuto in tema di revoca dell’aggiudicazione per mancanza della copertura finanziaria e sull’eventuale risarcimento del danno, ai sensi dell’articolo 32 del codice dei contratti pubblici. I giudici napoletano hanno sottolineato che, nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento della pubblica amministrazione, la prosecuzione dell'appalto anche dopo aver verificato il venir meno della fonte di finanziamento dei lavori affidati, si sarebbe comunque posta in contrasto con l'esigenza di una gestione razionale ed efficiente delle risorse pubbliche. Inoltre, la determinazione di revoca risultava adeguatamente motivata dalla stazione appaltante con valutazioni che non si possono censurare per palese ingiustizia o illogicità. Infine i giudici hanno ribadito il consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo il quale, nei contratti pubblici, anche dopo l'intervento dell'aggiudicazione definitiva, non è precluso all'amministrazione appaltante di revocare l'aggiudicazione stessa, in presenza di un interesse pubblico individuato in concreto, che ben può consistere nella mancanza di risorse economiche idonee a sostenere la realizzazione dell'opera (Consiglio di Stato, Sez. III, n. 4116/2012; Sez. IV, n. 1457/2003) Nel caso in esame, il Tar Napoli ha ritenuto sussistere violazione della buona fede (poiché le condizioni di criticità economica che hanno reso legittimo il recesso dalla gara, in realtà erano conosciute o quanto meno conoscibili impiegando la dovuta diligenza, così da far dubitare della correttezza del comportamento complessivamente tenuto dalla stazione appaltante durante la fase delle trattative e della formazione del contratto) e stabilito il diritto dell’impresa al risarcimento del danno di tipo precontrattuale: l’indennizzo andrà commisurato alle spese sostenute per partecipare alla gara: costi di partecipazione alla gara, spese di progettazione, di pianificazione dell’offerta, consulenze esterne, polizze fideiussorie, importi corrisposti per contratti di avvalimento e versamenti effettuati in esecuzione della disciplina di gara.

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